LUGLIO, UNA SIRENA E LA PLASTICA

LA QUARANTENA, L’OLFATTO, LA LIBERTÀ
9 Aprile 2020

Io devo moltissimo a instagram. (Ho deciso di esordire così in questo primo articolo)

Negli anni mi ha fatto conoscere persone fantastiche e magiche che ho anche avuto il piacere di incontrare dal vivo e tutt’oggi restiamo legate da un bellissimo filo d’oro.
Non ho mai detto cose brutte su di lui proprio perché ogni giorno rimane una delle mie più grandi fonti d’ispirazione. Pura magia, per me, il poter vedere l’arte (in qualsiasi forma essa sia) di una persona che vive dall’altro lato dell’emisfero. Ripeto, magia.

Perché parlo così tanto di instagram? Perché è grazie a lui (lei?) che ho scoperto il fantastico mondo del plastic free.

Era dicembre del 2018 ed ero appena tornata dal mio anno a Londra, ero tornata nella mia amata e arzigogolata Italia, nella mia città poco distante da Roma e non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto anche solo l’indomani. Figuriamoci nella vita.
(Ma quello non lo so nemmeno adesso eh, mai fare programmi troppo in là, always day by day come filosofia di vita)

Un giorno, ripeto un giorno per caso, mi capita tra lo scrolling la bellissima Plastic Free Mermaid che mi colpì subito sia per la bellezza e solarità che per quello che faceva.
Una donna che parlava di plastica. Assurdo, pensai. Curioso, pensai.
Prima di allora non sapevo nemmeno che la plastica fosse un problema, vi giuro.
Neanche la pensavo la plastica, perché ero sicura che qualcuno se ne stesse prendendo cura, pensavo “vabbè ma tanto viene riciclata”.

E lì mi ha colpito un fulmine a ciel sereno.

@plasticfreemermaid

Non voglio entrare troppo nei dettagli del problema plastica, che magari affronterò in un altro post, ma diciamo che quel giorno ho cambiato totalmente la mia percezione su una cosa che ero abituata a vedere regolarmente. E mi sono spaventata. Ho pensato DEVO FARE QUALCOSA.

Ricordo che rimasi ipnotizzata dal profilo della Plastic Free Mermaid, dai suoi tutorial su come fare il deodorante plastic free fatto in casa.
Cosa che per me fino ad allora esistevano solo il deodorante Nivea Roll On a 1,99€ al supermercato. Quello che quando te lo rolli sotto l’ascella si forma quella bella patina umidiccia che poi come per magia si assorbe nella pelle e ciao ciao.

Per la prima volta sentii parlare di shampoo plastic free, di shampoo solidi.

Sulla questione shampoo già ero un passo avanti rispetto alla maggior parte degli umani, che più che un vanto vuole essere una descrizione della realtà.
Già da molti anni avevo smesso di usare shampoo come Fructis, Pantene e compagnia bella, perché la mia testa (come capelli e come cervello) aveva capito che non ci siamo proprio.
Questi shampoo con profumazioni chimiche, che quando te li strofini sui capelli diventi un ammasso di schiuma nemmeno fosse carnevale.

Eccetera eccetera.

Già da anni usavo shampoo della Aesop oppure quelli di Bioearth, giusto per citarne due.
Anche se, poco mi fido dei marchi con la parola Bio all’interno. Ma vabbè, altro discorso.

Quando la Plastic Free Mermaid parlava di shampoo fatti in casa col bicarbonato e il balsamo con l’aceto di mele, pensavo COSA?
Allora ci ho provato e ricordo che la cosa che più mi emozionò era usare ingredienti che avevo in casa, non qualcosa che usciva da un flacone di plastica.

Il risultato fu un po’ deludente sui miei capelli, ma solo perché ho dei capelli grassi sulla cute e secchi sulla lunghezza quindi dopo il lavaggio mi sembravano un po’ secchi.

Ma perché io sono fissata coi miei capelli. Lo riconosco.
Sui suoi capelli invece funziona, è una questione molto soggettiva. 

Immagine presa dal blog di @plasticfreemermaid

Ma la Plastic Free Mermaid mi fece innamorare proprio per questo.
Era terrena, cruda ed estrema.
Ancora la amo, enormemente.

Ora ho citato la questione deodorante e shampoo ma sono infinite le cose che ho imparato guardando il suo instagram, il suo blog e i suoi tutorial su youtube.

Allora per qualche giorno ho provato a vivere come vive lei.
Forse dovrei precisare che una delle sue caratteristiche è che vive da quasi 10 anni una vita totalmente priva di plastica usa e getta.
Parliamo proprio che se lei va al supermercato, non compra NIENTE che sia imballato nella plastica.
Nemmeno se ha una voglia improvvisa di yogurt, per dire.

Io ci ho provato e sono riuscita a ridurre al minimo la plastica nella mia vita. E va sempre meglio. Forse un giorno vivrò come la Plastic Free Mermaid.

Per ora ho aperto un negozio plastic free, esclusivamente online.

Che viaggio stupendo è stato aprire questo negozio, miei carissimi clienti e followers.
Ora provo a raccontarvelo.

Forse dovrei dirvi che l’idea iniziale era quella di aprire un negozio fisico di prodotti alimentari sfusi con l’aggiunta di qualche prodotto plastic free.

Al tempo ero in una relazione con un uomo col quale per l’appunto, avrei dovuto aprire questo negozio.
Il caso ha voluto che io e lui ci lasciassimo proprio poco prima di iniziare tutti i lavori fisici per l’apertura del negozio.
Una sorta di miracolo.

Non vi sto nemmeno a raccontare quanti soldi ci avevano chiesto tra Comune, esami per poter vendere alimenti, costi di ristrutturazione, costi per la merce etc etc. Un incubo.

Ma io avevo questo desiderio. Un desiderio di avere il mio negozio plastic free. Un desiderio che non mi faceva dormire la notte. 
E non c’era terra che mi reggesse!

Quindi ero single e avevo un obiettivo.

Penso di non aver mai fatto una cosa più impulsiva e folle in tutta la mia vita. E di follie ne ho fatte parecchie.
Ma questa suonava proprio bene nella mia testa.
Ovviamente avevo intorno a me delle persone che mi guardavano come se fossi pazza, che non credevano minimamente nelle mie parole “Sto per aprire un negozio plastic free online”.
Se avessi parlato in Bengalese avrebbe avuto lo stesso effetto.

Ma a me fregava cavoli.
Perché per fortuna ero concentrata e avevo intorno anche persone che mi incitavano e che mi dicevano cose stupende.

Molti mi chiedono “E coi prodotti come fai, prendi tutto da un unico fornitore?” NONNÒ.
Una delle cose più belle per me è proprio questa, spulciare tutti i brand e poi decidere quale fa per me e quale voglio avere in negozio.
Ma una cosa per volta, non bruciamo le tappe.

A giugno 2019 ho deciso che volevo aprire un negozio online plastic free e il 3 luglio il negozio era LIVE.

Con l’aiuto fondamentale di una cara amica, abbiamo studiato il design del sito web e mentre lei lo portava in vita io mi sono dedicata a ordinare i primi prodotti (chi segue WEENOOPLAA dall’inizio ricorderà che sono partita con poche cose, poche ma buone!)

E mentre ordinavo i vari prodotti, con l’aiuto di un amico ci siamo messi a scattare le prime foto ai prodotti, tutto molto improvvisato e spontaneo.
E il 3 luglio WEENOOPLAA è uscito allo scoperto e ricordo che la sera prima ero stanchissima ma il cuore era gonfio, pregno di felicità e soddisfazione.

Vi ho risparmiato tutta la parte legata alla burocrazia, perché è la parte poco bella e che qualche volta mi fa preoccupare.
Ma per fortuna la preoccupazione dura sempre poco perché mi avete detto e dimostrato più e più volte quanto vi piaccia il progetto.
E me lo dimostrate coi vostri acquisti e i vostri messaggi e i vostri sorrisi e parole d’incoraggiamento.

Essendo solo io a gestire il tutto (cosa che amo), devo strutturare io il lavoro e spesso devo dare priorità a determinate cose più che ad altre.
Ma ho molte idee per WEENOOPLAA, sono sempre qui a pensare a cosa potervi offrire per aiutarvi a diventare sempre più plastic free.

E ci stiamo riuscendo!

L’Italia è ancora molto indietro sul tema e questo è stato forse il primo motivo che mi ha spinta ad aprire il negozio.
Non sopportavo l’idea che l’Inghilterra o altri Paesi avessero dei negozi plastic free e noi niente, o quasi niente.

Questa è in breve la storia che c’è dietro a WEENOOPLAA, ma se avete delle domande al riguardo mi potete scrivere qui sotto nei commenti oppure inviatemi una mail a info@weenooplaa.it

Con tanto amore xx
Elisabetta

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